Quali prospettive per l’Italnuoto in vista degli imminenti Giochi Olimpici parigini?

DI RICCARDO TAVARELLI

Thomas Ceccon e gli altri.

Il nuoto italiano si è sempre sorretto su punte di diamante capaci di stabilire primati mondiali, vincere medaglie ai Campionati Europei e Mondiali, ai Giochi del Mediterraneo, ma mai come adesso è un movimento in cui anche atleti di “seconda fascia” riescono a raggiungere il podio alle competizioni internazionali e dare solidità alle staffette (momento topico in cui ogni nazione dimostra il vero peso della propria squadra nello scacchiere internazionale, ragion per cui super potenze del nuoto quali l’Australia e gli USA difficilmente non vanno a medaglia nelle prove a squadre).

Un cambiamento iniziato simbolicamente alle Olimpiadi di Sydney 2000, leggendaria edizione dei Giochi in cui l’Italia fu capace di conquistare 6 medaglie iridate, con il picco assoluto raggiunto dagli ori di Domenico Fioravanti nei 100 e 200 metri rana e da quello di Massimiliano Rosolino nei 200 metri misti.

Ma è solo negli ultimi 9-10 anni che il movimento è riuscito a portare consistenza nella resa complessiva del medagliere, non più soltanto grazie a pilastri come Federica Pellegrini, Filippo Magnini e Alessia Filippi o, andando ancora più indietro, a Novella Calligaris, Stefano Battistelli e Giorgio Lamberti (che rappresentavano degli unicum assieme a pochissimi altri nel panorama natatorio degli anni ‘70/’80), ma grazie a tutta una serie di atleti in grado di salire sul secondo e terzo gradino del podio e di contribuire nelle staffette. Intendiamoci, già ad Atene 2004 eravamo stati in grado di vincere un bronzo nella 4×200 stile libero uomini, ma mai come negli ultimi anni è stato possibile riscontrare continuità e qualità nelle nuotate internazionali. E i margini di miglioramento sono ancora enormi! Non è un caso che tempo fa la rivista online ‘Ultimo Uomo’ si chiedesse ironicamente (ma neanche tanto…) se anche l’Italia oramai potesse essere annoverata tra le superpotenze del nuoto. Beh, nel vecchio continente, questa ipotesi è incontrovertibile.

Ma veniamo al presente…

Thomas Ceccon ha solo 23 anni e ha già stabilito un record del mondo nei 100 dorso ai Mondiali di Budapest nel 2022, limando di 25 centesimi il precedente record appartenente all’americano Ryan Murphy. Ha vinto 2 medaglie olimpiche a Tokyo 2020, 6 ai Mondiali (di cui 3 d’oro!) e 9 agli Europei (di cui 4 d’oro). Non cito ulteriori successi alle competizioni internazionali in vasca da 25 metri né tanto meno a quelle giovanili per non fare sterili elenchi, ma questo vi può dare la misura di quanto il campionissimo di Vicenza abbia già realizzato in pochi anni di rilevanza agonistica fuori dai confini dello stivale.

Alle Olimpiadi di Parigi è atteso nei 100 dorso, nei 200 dorso e nella staffetta 4×100 misti (in cui ovviamente nuoterà la frazione a dorso). Attualmente non abbiamo notizie della 4×100 stile libero, in cui sono iscritti ufficialmente altri 4 atleti (Miressi, Frigo, Deplano, Conte Bonin), ma avendo contribuito in modo decisivo a questa staffetta negli ultimi 3 anni, potrebbero anche verificarsi cambi dell’ultimo minuto (facciamo presente a chi non segue il nuoto abitualmente che non sempre gli atleti che gareggiano in batteria nuotano anche in finale, di conseguenza due capisaldi come Lorenzo Zazzeri o lo stesso Ceccon potrebbero essere schierati nella prova conclusiva al posto, per esempio, di Conte Bonin e Deplano).

Lui ha già dichiarato in un’intervista fiume per Style, rivista del gruppo Rizzoli Corriere della Sera, che ambisce alla vittoria dei 100 dorso (e da primatista mondiale le aspettative nei suoi confronti sono molto alte). È molto tenero e a suo modo affascinante che un atleta della sua caratura speri in una sola medaglia d’oro, una soltanto, perché anche Michael Phelps da adolescente aveva la stessa ambizione. Avete capito bene, il mito delle 28 medaglie olimpiche quando ancora frequentava la high school aveva un sogno: vincere una sola medaglia d’oro alle Olimpiadi, non 23 come poi gli avvenimenti ci hanno dimostrato, ma questa è un’altra (incredibile) storia.

Noi siamo felicissimi di sostenerlo e fare il tifo per lui, che ancora una volta riesce a portare interesse mediatico nei confronti del nuoto nel paese del calcio e dei motori, con la consapevolezza che un atleta del genere, a fine carriera, potrebbe diventare il più grande nuotatore italiano di sempre (sì, anche più di Rosolino, Magnini o di Gregorio Paltrinieri, attualmente capitano della Nazionale e indiscutibilmente il più vincente degli ultimi 15 anni). Oggi la carriera di un nuotatore si prolunga talvolta ben oltre i trenta-trentadue anni, quindi è plausibile aspettarsi altri record del mondo e medaglie a nastro da parte sua.

La spedizione olimpica del bel paese sarà composta da 20 uomini e 16 donne, tra campioni assodati ed astri nascenti. Secondo i media natatori italiani, le più concrete possibilità di medaglia (e in alcuni casi di vittoria!) sono da riporre in Gregorio Paltrinieri negli 800/1500 metri stile libero (a Rio arrivò secondo nei primi e fu campione olimpico nei secondi) e in Niccolò Martinenghi nei 100 rana, in cui è prevista la bagarre con l’americano Nic Fink e con Qin Haiyang (anche se dopo lo scandalo sul doping nel nuoto cinese trapelato in primavera grazie a un’inchiesta a cui, tra gli altri, ha collaborato il New York Times, qualsiasi prestazione giunta da un atleta della Repubblica Popolare va presa con il beneficio del dubbio).

Infine, naturalmente, in Thomas Ceccon, in particolare nei suoi 100 dorso, gara in cui sin dall’inverno è annunciato il duello con l’americano Murphy e con il cinese Xu Jiayu. Anche i russi Kliment Kolesnikov e Evgenij Rylov avrebbero potuto insidiare le mire di vittoria del nostro, ma sono reduci da una squalifica di più di 2 anni dagli incontri internazionali (che coinvolge non solo loro, ma tutti i nuotatori e le nuotatrici della Federazione Russa e della Bielorussia). La ragione, neanche a dirlo, risiede nell’invasione dell’Ucraina iniziata nel Febbraio 2022. Il Comitato Olimpico Internazionale, infatti, dopo svariati ripensamenti giunti tra il 2023 e il 2024, è arrivato alla conclusione inderogabile per cui potranno partecipare ai Giochi soltanto atleti neutrali (formalmente definiti ANI, Atleti Neutrali Indipendenti) e solo in alcuni sport individuali. Non potranno presenziare alla cerimonia d’apertura, indossare le divise ufficiali con tricolore russo e, in particolar modo, essere affiliati a circoli sportivi controllati dall’Esercito e aver espresso posizioni favorevoli all’invasione. Nel momento in cui si scrive, e mi riferisco solo al nuoto, soltanto 4 atleti tra russi e bielorussi sono stati selezionati e convalidati per poter gareggiare senza bandiera. Evgenij Somov è l’unico russo tra i 4, vive, lavora e si allena negli Stati Uniti d’America, ed è la dimostrazione che un atleta non rappresenta le scelte del suo paese, mentre Ilya Shymanovich (ottavo nei 100 rana a Tokyo 2020 e primatista mondiale nella stessa distanza in vasca da 25 metri) è l’unico bielorusso che può sperare di combattere per una medaglia.

[A fine articolo lascio il link all’illuminante storia di Somov, pubblicato da SwimSwam, principale portale natatorio statunitense]

Tornando al tricolore italiano, gli outsider in grado di far saltare il banco e portare a casa un bronzo o un argento sono invece Leonardo Deplano e Lorenzo Zazzeri nei 50 stile libero e, in misura maggiore, Alberto Razzetti nei 200 e 400 metri misti, in cui, escludendo il marziano Léon Marchand, il campo partenti è piuttosto aperto e a suo favore.

In campo femminile le certezze più evidenti giungono da Benedetta Pilato nei 100 rana, le cui possibilità di vittoria sono osteggiate dalle americane Kate Douglass e Lily King (oro a Rio 2016 e primatista mondiale in 01:04.13), dalla sudafricana Tatiana Schoenmaker (oro a Fukuoka 2023) e dalla temibile lituana Ruta Meilutytė. Negli 800 e 1500 stile libero Simona Quadarella potrà confermare il bronzo di Tokyo nei primi (e persino raggiungere un argento dietro l’inarrivabile Ledecky) e migliorare il quinto posto raggiunto nel 2021 nei secondi, anche alla luce dell’argento conquistato al Mondiale di Fukuoka 2023 in 15’43”31.

Tra le nuove leve, la debuttante Sara Curtis potrebbe fare il colpaccio nei 50 stile libero, portando a casa un bronzo olimpico a soli 17 anni (ne compie 18 il 19 Agosto).

Che dire, le prospettive per un’altra Olimpiade di prestigio mondiale dopo le 6 medaglie di Tokyo e i successi di Paltrinieri e Gabriele Detti a Rio de Janeiro 2016 ci sono tutte, perciò non mi resta che augurarvi buon nuoto e buono spettacolo in questa rovente estate olimpica!

https://swimswam.com/5-viaggi-speciali-verso-parigi-evgenii-somov-io-non-sono-le-scelte-del-mio-paese/