11 ottobre, esce la notizia riguardante Nicolò Fagioli: il ventenne giocatore della Juventus è indagato per scommesse su presunti siti illegali. È l’inizio di uno scandalo probabilmente senza precedenti per via delle regole della Giustizia Sportiva, delle leggi della giustizia ordinaria e l’importanza mediatica dei personaggi coinvolti, ma procediamo per gradi. A distanza di pochi giorni vengono rivelati i nomi degli altri indagati: sono Sandro Tonali e Nicolò Zaniolo, entrambi giocatori della nazionale italiana in ritiro a Coverciano, dal quale vengono prelevati insieme ai telefoni dalla polizia, entrambi giocano in Premier League da quest’anno (Tonali arrivato per la cifra di trasferimento di circa 70 milioni dal Milan, soldi che in caso di sospensione del giocatore il Newcastle vorrà in parte restituiti causando un effetto domino nella squadra rossonera), seguiranno altri coinvolti. I calciatori per regolamento e per legge non possono scommettere su nessun evento calcistico gestito da FIFA, UEFA e FIGC, possono dunque scommettere su altri sport o giochi d’azzardo ed è qui che Zaniolo verte la sua difesa dichiarandosi giocatore di Blackjack e Poker ma non sapendo che i siti da lui usati fossero illegali. Tonali e Fagioli si sono dichiarati ludopatici, vittime di un sistema che li ha inghiottiti da molti anni stando a quanto dicono. I ragazzi inizieranno un programma di recupero per cercare di uscire da questo tunnel oscuro, gioco d’azzardo che forse è troppo presente nella cultura di questo paese e normalizzato ovunque. Fagioli in quanto autodenunciato, e dimostrandosi collaborativo, ha ottenuto uno sconto di pena dalla procura di Torino decurtando il 50% della pena, in questi casi andrebbe da un minimo di 3 anni fino alla radiazione e per chiunque fosse a conoscenza dei fatti, rispondendo di omessa denuncia, 6 mesi minimi di squalifica. Il patteggiamento lo porterà a 7 mesi di sospensione, oltre 5 mesi di percorso di riabilitazione terapeutica e 12.500 euro di multa. Il ragazzo smentisce il coinvolgimento della società e dei compagni di squadra ma rivela di aver accumulato negli anni debiti che ammontano attorno ai 3 milioni di euro tra piattaforme legali e non, ammette di aver chiesto soldi ai suoi amici e compagni di squadra Dragusin e Gatti tenendoli all’oscuro di tutto e di aver preso il nome della prima piattaforma ed app da Tonali durante il ritiro dell’under 21 a Tirrenia dopo averlo visto giocare (lui come altri dell’under 21); Il debito era destinato ad aumentare a dismisura per via delle dinamiche delle scommesse illegali che consentivano di partecipare con prestanomi e pagare a credito anziché nel momento della scommessa stessa, così Fagioli continuò a giocare dal 2021 ad oggi cercando di rientrare dei debiti accumulati e fuggire dalle minacce ricevute dagli estorsori detentori delle piattaforme illegali. Dal telefono di Fagioli sembrerebbero spuntare delle chat con Leonardo Bonucci dove pare essere a conoscenza delle attività illecite di quest’ultimo, Bonucci smentirà ma aumenta il dubbio su chi all’interno dello spogliatoio fosse realmente a conoscenza dei fatti. Questo potrebbe aprire il vaso di Pandora e Fabrizio Corona, con la sua redazione “Dillingers News”, ne fiuta il potenziale monetario e di notiziabilità. In questi giorni è stato lui a rendere pubblici, costringendo ad anticipare le proprie mosse alla polizia, i nomi sopracitati e quello di Nicola Zalewski (fuori dal registro degli indagati) annunciando di avere a disposizione altri 50 nomi tra presidenti e calciatori immischiati nella faccenda; Corona verrà poi indagato a sua volta per diffamazione.
Per Tonali il discorso è ben diverso: mentre Fagioli pare abbia scommesso su partite di calcio e svariati sport in modo illegale, Sandro ha scommesso anche su partite del Milan e Brescia mentre ne era ancora il titolare (entrambe vincenti) alzando la sospensione ad un anno ma con patteggiamento si arriverà a 10 mesi, 8 mesi di pena alternativa ed una multa più alta rispetto a quella di Fagioli. Sulla faccenda si sono esposti al Festival dello Sport di Trento, tenutosi dal 12 al 15 Ottobre, alcuni uomini di sport e alcuni indiretti interessati come i Dirigenti Sportivi di Inter e Juventus Beppe Marotta e Cristiano Giuntoli. Il primo, Beppe Marotta: “Le scommesse è un tema che posso affrontare come fenomeno, senza entrare nel merito delle indagini: si tratta di un vizio da combattere. Il calciatore professionista diventa ricco in fretta ed ha tantissimi spazi vuoti nella sua giornata, spesso mancano i valori per riempirla in modo sano. Anche noi dirigenti dobbiamo fare mea culpa, dobbiamo provare a darglieli questi valori. Negli anni si ripetono sempre le stesse cose. Queste situazioni causano loro grandi danni, possono mettere a rischio una carriera”. Cristiano Giuntoli: “Siamo molto dispiaciuti per Nicolò, noi tempestivamente abbiamo avvertito la procura federale e lui si è dimostrato disponibile nei confronti degli enti, gli siamo vicini. Il nostro compito non è solo quello di punirlo, come avverrà da parte degli organi preposti, ma dobbiamo rieducare un sistema e qui abbiamo una grande responsabilità in futuro”. Balza subito all’occhio che, al di là dello scandalo in sé, emerge un problema evidente: un ragazzo di vent’anni che rivela essersi avvicinato alle scommesse da molti anni presume un avvicinamento a questo mondo già dall’adolescenza (il che di per sé già sarebbe illegale) e la società occidentale che ha sempre considerato il “gioca responsabilmente” come un lavarsi le mani da una generazione incline alle dipendenze di adrenalina, stimoli e distrazioni nuove; miscela pericolosa se aggiunta alla grande mole di denaro che si ritrovano a dover gestire senza la minima esperienza, spesso mal gestiti e mal consigliati da chi gli sta affianco. Forse bisognerebbe prendere spunto dalle società di NBA che pagano corsi e mental coach ai propri atleti per gestire gli stipendi e la fama, prepararli al lato oscuro dello sport e della notorietà potrebbe essere preso anche qui come modello ma ci vorrà tempo e un cambiamento della concezione di sportivo. Secondo te qual è la soluzione al problema? Come potremmo evitare che ricapitino cose del genere?